Il Superbonus 110%, l’agevolazione fiscale introdotta dal governo Conte per incentivare gli interventi di efficientamento energetico e antisismico degli edifici, ha subito diverse modifiche e riduzioni nel corso del 2023. Molti cittadini si chiedono quindi se sia ancora possibile beneficiare di questa opportunità nel 2024 e quali siano i requisiti e le modalità per farlo.

Innanzitutto, bisogna precisare che il Superbonus al 110% è stato prorogato fino al 2025 solo per alcune categorie di soggetti e di immobili, mentre per gli altri è sceso al 70% nel 2024 e scenderà ulteriormente al 65% nel 2025. Vediamo nel dettaglio chi può ancora accedere alla detrazione piena e quali sono le novità introdotte dal decreto Salva-spese di fine 2023.

Superbonus 110% per le zone sismiche e alluvionate

Possono ancora beneficiare del Superbonus 110% senza rischiare tagli alla percentuale nel 2024 tutti coloro che sono titolari di edifici colpiti da terremoti o da alluvioni, purché rispettino alcune condizioni.

Per gli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, il Superbonus al 110% è riconosciuto per gli interventi di demolizione e ricostruzione, di miglioramento sismico o di adeguamento alle norme antisismiche, a condizione che sia stato richiesto il titolo abilitativo entro il 31 dicembre 2023 e che si ottenga un miglioramento di almeno una classe di rischio sismico. Inoltre, è necessario che gli interventi siano accompagnati da quelli di efficientamento energetico previsti dal Superbonus, come il cappotto termico, la sostituzione degli impianti di climatizzazione o l’installazione di pannelli solari.

Per gli edifici situati nelle zone alluvionate, il Superbonus al 110% è riconosciuto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio danneggiato, a condizione che siano stati dichiarati inagibili o inabitabili entro il 31 dicembre 2023 e che siano stati avviati entro il 31 dicembre 2024. Anche in questo caso, è necessario che gli interventi siano accompagnati da quelli di efficientamento energetico previsti dal Superbonus.

Superbonus 110% per le ONLUS e le famiglie con figli disabili

Possono ancora beneficiare del Superbonus 110% senza rischiare tagli alla percentuale nel 2024 anche le ONLUS che svolgono attività socio-sanitaria e assistenziale e le famiglie con figli disabili gravi, ma devono rispettare le norme previste per i condomini e dovranno aver presentato la richiesta di autorizzazione edilizia entro il prossimo 31 dicembre 2023.

Per le ONLUS, il Superbonus al 110% è riconosciuto per gli interventi di efficientamento energetico, tecnologico e di maggiore fruibilità degli immobili destinati all’attività assistenziale, purché rientrino nelle categorie catastali B1, B2 e D4 e che i membri del consiglio di amministrazione non percepiscano compensi né indennità di carica.

Per le famiglie con figli disabili gravi, il Superbonus al 110% è riconosciuto per gli interventi di efficientamento energetico, tecnologico e di maggiore fruibilità della prima casa, purché sia destinata alla residenza del figlio disabile e che si tratti di interventi finalizzati a migliorare la sua qualità di vita. Inoltre, il tetto di spesa massima per usufruire del Superbonus è stato innalzato da 96 mila a 150 mila euro.

Casa a 2 piani in cemento - Foto di Luis Yanez/pexels.com

Casa a 2 piani in cemento – Foto di Luis Yanez/pexels.com

Superbonus 70% per i condomini e gli altri soggetti

Per tutti gli altri soggetti che non rientrano nelle categorie sopra elencate, il Superbonus al 110% è scaduto il 31 dicembre 2023 e dal 1° gennaio 2024 si applica la detrazione al 70%, che scenderà al 65% dal 1° gennaio 2025. Questa percentuale vale per i condomini, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, le Istituzioni Autonome Case Popolari e le ASP.

Per poter accedere al Superbonus al 70%, è necessario che gli interventi di efficientamento energetico siano trainanti, ovvero che comportino un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non è possibile, che portino all’attribuzione della classe energetica più alta. Inoltre, è necessario che gli interventi siano accompagnati da quelli di riqualificazione antisismica, se previsti.

Superbonus 2024: modalità di fruizione e novità

Le modalità di fruizione del Superbonus nel 2024 sono le stesse previste per il 2023, ovvero la possibilità di scegliere tra la detrazione fiscale in 5 anni, lo sconto in fattura anticipato dal fornitore o la cessione del credito a terzi, comprese le banche e gli intermediari finanziari. Tuttavia, ci sono alcune novità introdotte dal decreto Salva-spese di fine 2023 che riguardano le modalità di pagamento e di documentazione degli interventi.

In particolare, è stato previsto che il pagamento delle spese sostenute per gli interventi agevolati debba avvenire tramite bonifico bancario o postale, con indicazione della causale del versamento, del codice fiscale del beneficiario della detrazione, del numero di partita IVA o del codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato e della relativa fattura. Inoltre, è stato stabilito che la documentazione relativa agli interventi debba essere conservata dal beneficiario della detrazione e trasmessa all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica e la relazione tecnica asseverata.

Infine, è stato istituito un fondo di garanzia per i cittadini con reddito basso, inferiore a 25 mila euro, che intendono usufruire del Superbonus per gli interventi effettuati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024. Il fondo, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha lo scopo di agevolare l’accesso al credito per i soggetti che non riescono a ottenere la cessione del credito o lo sconto in fattura. Per accedere al fondo, è necessario che lo stato di avanzamento dei lavori sia di almeno il 60% al 31 dicembre 2023 e che si presenti una domanda entro il 31 marzo 2024. Il fondo copre il 50% del credito d’imposta spettante, fino a un massimo di 30 mila euro.