Non tutti sanno che alcuni comportamenti del sonno lasciano spiazzati. La scoperta ha rivelato che cosa potrebbe succedere entro 12 anni.
Quando arriva la sera sopraggiungere di conseguenza uno dei momenti più attesi della giornata: prepararci per andare a riposare. Un’esigenza imprescindibile e fondamentale, soprattutto quando si ha avuto una lunga giornata piena di impegni professionali e familiari: dai problemi al lavoro alla frenesia del traffico, passando per le attività scolastiche per chi ha figli.

Tuttavia, non tutti riescono a fare sonni ristoratori come vorrebbero. Quante volte è capitato di svegliarsi la mattina con la sensazione di non aver riposato per bene? Ci si sente addirittura più stanchi del giorno prima, mentre altri riscontrano anche problemi ad addormentarsi. Tuttavia, non tutti sono venuti a conoscenza del comunicato stampa pubblicato dalla Società Italiana di Neurologia (SIN).
La società ha posto l’accento sul Disturbo comportamentale durante il sonno REM o RBD (acronimo di Rapid eye movement Behavioural Disorder). I ricercatori hanno spiegato che ci sono alcuni segnali preoccupanti mentre si dorme. Si tratta di comportamenti del sonno che potrebbero essere comuni a tantissime persone ma che nascondono un campanello d’allarme.
Comportamenti del sonno preoccupanti: attenzione a questi segnali
La SIN, con il comunicato, ha messo in evidenza una chiara associazione tra il Disturbo comportamentale durante il sonno REM o RBD e la patologia neurodegenerativa. Lo studio si è svolto a livello internazionale ed è stato guidato dagli scienziati italiani del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino.

Nella ricerca è stato posto in essere che il sonno molto agitato è considerato come un segnale allarmante, questo perché è stato associato a un rischio maggiore di sviluppare il morbo di Parkinson nel giro di pochi anni. Nel dettaglio, i segnali da tenere in considerazione durante il sonno sono tirare calci e pugni, ma anche semplicemente fare movimenti repentini con gambe e braccia.
I ricercatori hanno spiegato che il 60% dei pazienti che scalciano, urlano e tirano pugni sviluppano tendenzialmente la malattia entro 10 o 12 anni. Questa patologia colpisce più di 5 milioni di persone nel mondo, dove solo 400mila sono in Italia. Un numero importante, dovuto principalmente all’invecchiamento della popolazione.
La relazione tra il morbo di Parkinson e il disturbo del sonno REM
Come abbiamo visto, i disturbi del sonno sono comuni nel morbo di Parkinson e diventano più frequenti quando la malattia progredisce. La ricerca appena citata ha dimostrato che questi problemi del sonno possono manifestarsi molto presto, addirittura prima della comparsa dei sintomi motori della patologia. Inoltre, non solo il disturbo comportamentale del sonno REM è molto comune nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, ma i pazienti affetti da questo disturbo del sonno presentano un rischio elevato di sviluppare questa malattia neurodegenerativa in futuro.

Ciò apre la porta alla possibilità di trovare modi per prevenire o curare la malattia prima che inizi a manifestare i suoi sintomi più noti. Gli scienziati hanno spiegato che se i pazienti avessero un trattamento con farmaci neuroprotettivi durante la fase prodromica (quelal iniziale) potrebbero avere dei buoni risultati terapeutici rispetto a chi inizia dopo. Per questo motivo i ricercatori hanno sottolineato l’importanza del trattamento nella fase pre-sintomatica, così da rallentare l’evoluzione della malattia.