La prendiamo contro la febbre e contro il dolore, ma la tachipirina nasconde un effetto a molti sconosciuto: lo studio mette alla luce qualcosa di inaspettato.
Ad azione analgesica, antipiretica e anche antidolorifica, la tachipirina è presente in quasi tutte le case di ogni italiano: utilizzata principalmente contro la febbre alta o contro dolori lievi e meno ai denti, alle articolazioni o a quelli muscolari, il suo principio attivo è a base di paracetamolo, responsabile degli effetti appena citati. Uno dei farmaci ad oggi più venduti in assoluto e purtroppo che vede un certo abuso anche nei casi in cui non sia necessario(ma questo è tutt’altro discorso).

Eppure, la tachipirina così come altri farmaci galenici a base di paracetamolo, nasconde un piccolo segreto, o meglio, un altro effetto ad oggi sconosciuto. Risultato di uno studio importante e stupefacente sotto alcuni punti di vista, sembra che in particolare possa agire anche su un altro aspetto che, ad oggi, forse sarebbe meglio considerare. Ma facciamo subito chiarezza sulla questione.
La tachipirina e il paracetamolo alla base di un nuovo studio sconcertante: ecco gli effetti ‘segreti’
Come detto, ad oggi la tachipirina, composta da paracetamolo, è prevalentemente usata come cura di alcuni dolori articolari e muscolari, così come regolatrice della temperatura corporea nei casi di febbre alta. Pertanto è un farmaco ad azione analgesica, antidolorifica e antipiretica, seppur non a quella antinfiammatoria. Noi italiani tendiamo ad usarla spessissimo in diverse occasioni, eppure uno studio recente potrebbe cambiare notevolmente il nostro modo di vederla e di conseguenza assumerla.
In realtà non ci riferiamo esclusivamente alla tachipirina, ma a qualsiasi farmaco con principio attivo di paracetamolo: secondo questo recente studio condotto dalla Ohio State University, quest’ultimo potrebbe avere effetti non indifferenti sulla psiche umana e in particolare sulla percezione del rischio ma non solo. La ricerca è stata basata su un’analisi di circa 139 studenti universitari dopo aver assunto, per l’appunto 1000 mg di paracetamolo, tramite questionario.

Questo era composto da diverse domande che prevedessero situazioni estreme o di rischio ed è stato riscontrato come chi, dopo averlo assunto, tendesse a vederle in maniera più rilassata, percependo non solo il rischio in maniera diversa, ma anche la paura stessa percepita in quantità minore. Un altro studio ha invece visto coinvolto un esperimento al computer, secondo cui ogni paziente analizzato dovesse gonfiare un palloncino tramite click, potendo vincere una somma di denaro.
Nonostante diversi click in più potessero portare allo scoppio del palloncino e di conseguenza alla perdita del denaro, coloro che avevano assunto il paracetamolo hanno affrontato il rischio con molta più tranquillità, percependolo quindi al livello mentale in modo diverso rispetto a chi avesse assunto un farmaco ad effetto placebo. Risultati davvero curiosi, specialmente nei confronti della paura umana stessa, spesso scaturente da situazioni diverse in ogni uomo o donna. Che cosa si evince? Che i farmaci a base di paracetamolo potrebbero essere usati in modo diverso sino al metodo usato sino ad ora, vedendo tuttavia ancora il bisogno di ulteriori ricerche sul campo.