Le manifestazioni contro il turismo di massa allargano ulteriormente il loro raggio d’azione. Stavolta è la volta delle Canarie, l’affascinante arcipelago spagnolo nel cuore dell’Atlantico, noto per le sue spiagge incantevoli e il clima mite tutto l’anno, che da qualche tempo sta facendo i conti con i dissensi dei residenti.

Negli ultimi anni, le Canarie, al pari di molte altre destinazioni turistiche rinomate, hanno visto un aumento esponenziale del numero di visitatori. Se da un lato ciò ha dato un impulso significativo all’economia locale, dall’altro ha innescato una serie di problemi ambientali e sociali. Le attraenti immagini del mare cristallino, delle spiagge sabbiose e delle foreste verdeggianti sono gradualmente state sostituite da scene di spiagge sovraffollate, edifici graffiati dall’incuria e rifiuti sparati lungo la costa.

Di fronte a questo deterioramento, la popolazione locale si è mossa, decidendo di prendere una posizione decisa contro il turismo di massa. Varie comunità, grida perché non siano semplicemente considerate come degli scaffali di musei viventi per i turisti, ma abbiano diritto a rispetto e dignità.

Le manifestazioni si sono tenute principalmente nelle capitali delle isole maggiori, come Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife, ma anche in numerose altre città minori. I partecipanti, sventolando vari cartelli e bandiere, hanno sollecitato la protezione del loro patrimonio naturale e culturale e una gestione più sostenibile del turismo. Intonando cori come “Le Canarie non sono in vendita” e “No al turismo di massa”, la folla ha espresso la sua preoccupazione per le ripercussioni negative del turismo smisurato sul loro modo di vivere e sull’habitat naturale.

La protesta, fortemente radicata nella reazione alla commercializzazione del territorio, si è concentrata sia sul crescente impatto ambientale sia sull’aumento dei prezzi immobiliari, alimentato in gran parte dall’industria turistica. Quest’ultima, infatti, rende sempre più difficile per i locali riuscire ad affittare o acquistare case sulle loro isole. L’industria turistica ha anche accentuato il divario tra i ricchi e i poveri, esacerbando i problemi sociali esistenti.

paesaggio canarie

paesaggio canarie

Nonostante gli ostacoli, coloro che lottano per un turismo più sostenibile nelle Canarie non si sono lasciati intimidire. Hanno chiesto ai responsabili politici di imporre limiti rigorosi al numero di visitatori e di implementare politiche volte a tutelare la biodiversità e l’ambiente, come l’uso di energie rinnovabili nel settore dell’ospitalità.

L’amministrazione locale ha risposto alle proteste promettendo di prendere provvedimenti per affrontare l’esplosione del turismo di massa. Tuttavia, il cammino verso un turismo sostenibile non sarà facile. L’industria del turismo è di fondamentale importanza per l’economia delle Canarie, e molti temono che restringerla troppo velocemente potrebbe avere conseguenze economiche negative.

Per ora, però, le manifestazioni dei cittadini locali hanno sollevato importanti dibattiti sulla sostenibilità del turismo e su come può essere meglio gestito per il bene della comunità locale e dell’ambiente. Ciò rappresenta un passo fondamentale verso un turismo più rispettoso e sostenibile alle Canarie, un turismo che sia a beneficio sia dei visitatori sia della popolazione locale.

Con le loro voci, i manifestanti delle Canarie stanno sollecitando un cambiamento globale, un nuovo modo di intendere il viaggiare, capace di conciliare le esigenze dell’economia, dell’ambiente e delle popolazioni locali. Le loro richieste non riguardano solo le loro amate isole, ma rappresentano un importante segnale di allarme per tutte quelle mete turistiche che, in balia del turismo di massa, rischiano di perdere la propria anima.