I conti correnti sono uno strumento indispensabile per gestire il proprio denaro, ma hanno anche dei costi che possono incidere sul bilancio personale. In questo articolo vedremo perché oggi i conti correnti costano di più rispetto al passato e quali sono le strategie per ridurre le spese e ottimizzare i rendimenti.

Perché i conti correnti costano di più?

I conti correnti hanno diversi tipi di costi, tra cui:

  • il canone mensile o annuale, che è la quota fissa che la banca richiede per la gestione del conto;
  • le commissioni variabili, che sono le spese legate alle operazioni effettuate sul conto, come bonifici, prelievi, pagamenti, ecc.;
  • l’imposta di bollo, che è una tassa statale che si applica sui conti con una giacenza media annua superiore a 5.000 euro e che ammonta allo 0,2% del saldo;
  • i tassi di interesse, che sono il costo o il guadagno derivante dal mantenere il denaro sul conto.

I costi dei conti correnti sono aumentati negli ultimi anni per diversi motivi, tra cui:

  • la crisi economica, che ha ridotto i margini di profitto delle banche e le ha spinte a cercare nuove fonti di reddito;
  • la concorrenza delle nuove forme di pagamento, come le carte di credito, i portafogli digitali, le criptovalute, ecc., che hanno eroso il ruolo dei conti correnti come strumento principale di gestione del denaro;
  • la regolamentazione europea, che ha imposto alle banche di adeguarsi a nuovi standard di trasparenza, sicurezza e protezione dei consumatori, con conseguenti investimenti e costi aggiuntivi;
  • la politica monetaria della Banca Centrale Europea, che ha portato i tassi di interesse a livelli molto bassi o addirittura negativi, penalizzando i risparmiatori e favorendo i debitori.

Come risparmiare sui costi dei conti correnti?

Per ridurre i costi dei conti correnti, ci sono alcune azioni che si possono intraprendere, tra cui:

  • confrontare le offerte di diverse banche, utilizzando strumenti online, che permette di individuare il conto corrente più conveniente in base al proprio profilo e alle proprie esigenze;
  • scegliere un conto corrente online, che in genere ha costi più bassi rispetto ai conti tradizionali, grazie alla riduzione delle spese di gestione e alla maggiore efficienza dei servizi digitali;
  • sfruttare le promozioni e le agevolazioni offerte dalle banche, come il canone zero, i bonus di benvenuto, i rendimenti maggiorati, ecc., che possono rendere più vantaggioso un conto corrente rispetto a un altro;
  • limitare le operazioni che comportano commissioni, come i prelievi da sportelli di altre banche, i bonifici verso l’estero, i pagamenti con carta di credito, ecc., e preferire le modalità gratuite o a basso costo, come i prelievi da sportelli della propria banca, i bonifici online, i pagamenti con carta di debito, ecc.;
  • mantenere una giacenza media annua inferiore a 5.000 euro, per evitare di pagare l’imposta di bollo, o spostare il denaro eccedente su un conto deposito, che offre rendimenti più alti e non è soggetto a questa tassa;
  • diversificare i propri investimenti, per non dipendere solo dai tassi di interesse dei conti correnti, che sono molto bassi o nulli, e cercare opportunità più redditizie, come i fondi comuni, le obbligazioni, le azioni, le criptovalute, ecc., tenendo conto dei rischi e delle commissioni.
Conto corrente e assegni - Foto di cottonbro studio/pexels.com

Conto corrente e assegni – Foto di cottonbro studio/pexels.com

Conclusioni

I conti correnti sono uno strumento utile e necessario per gestire il proprio denaro, ma hanno anche dei costi che possono incidere sul bilancio personale. Per risparmiare sui costi dei conti correnti, è importante confrontare le offerte di diverse banche, scegliere un conto corrente online, sfruttare le promozioni e le agevolazioni, limitare le operazioni che comportano commissioni, mantenere una giacenza media annua inferiore a 5.000 euro e diversificare i propri investimenti. In questo modo, si potrà ottimizzare il rapporto tra costi e benefici dei conti correnti e gestire al meglio il proprio denaro.