Avrò chiuso la porta di casa? Cosa significa farsi sempre questa domanda secondo la psicologia

Molte persone, ogni volta che escono, si chiedono se hanno chiuso la porta di casa: da che cosa dipende questa abitudine? Lo rivela la psicologia.

Di sicuro sarà capitato anche a te numerose volte di uscire di casa e di domandarti pochi istanti dopo se hai effettivamente chiuso la porta. Qualcuno addirittura, preso dal dubbio implacabile, torna indietro a controllare. Ebbene, a quanto pare sarebbe un’abitudine comune a moltissime persone che, secondo la psicologia, avrebbe una spiegazione ben precisa.

ragazza che pensa e mano con chiave
Avrò chiuso la porta di casa? Cosa significa farsi sempre questa domanda secondo la psicologia (Webquiz.it)

Non si tratta infatti di semplice sbadataggine oppure di un eccesso di prudenza. Questo continuo ripetersi lo stesso quesito all’infinito avrebbe delle radici più profonde. Se anche tu, quindi, ti sei riconosciuto in questo problema dovresti assolutamente continuare approfondire la questione all’interno del nostro articolo.

Perché molte persone si chiedono sempre se hanno chiuso la porta di casa

Come abbiamo anticipato, continuare a chiedersi ripetutamente se la porta di casa è stata chiusa per bene dopo essere usciti non è un semplice eccesso di prudenza, ma un vero e proprio disturbo. Ovviamente non stiamo parlando di chi, di tanto in tanto, viene colto da questo dubbio, ma di chi si pone il quesito in maniera ossessiva ogni volta che esce di casa.

Secondo gli psicologi, questa abitudine sarebbe il frutto di un disturbo ossessivo compulsivo. La persona con tale disturbo, in genere, ha un’insicurezza di base che la costringe a pensare di non aver eseguito nel modo giusto una determinata azione. Di conseguenza, ciò la porta a ripetere sempre le stesse azioni compulsivamente.

serratura di una porta con chiave
Perché molte persone si chiedono sempre se hanno chiuso la porta di casa (Webquiz.it)

Inoltre, non di rado, le persone che manifestano questo disagio hanno un “io” particolarmente severo, che tende sovente a far scattare in loro il senso di colpa. Così, il soggetto in questione si sente in dovere di ripetere sempre la stessa azione, al fine di accertarsi di averla svolta in maniera corretta e di espiare di conseguenza questo fantomatico senso di colpa.

Non bisogna, poi, sottovalutare, che talvolta chi vive questa condizione arriva a coinvolgere anche le persone che gli stanno intorno. Specialmente i famigliari. Tutte queste considerazioni non valgono solo per la porta di casa. Rientrano nella medesima casistica anche il continuo domandarsi se è stato chiuso il gas o la portiera dell’auto oppure le manie legate alla pulizia.

Nelle situazioni più gravi, l’unico modo per risolvere il problema è quello di rivolgersi ad uno specialista, il quale saprà indicarci il giusto percorso terapeutico da seguire.

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